Dai musei di collezione ai musei di narrazione

Paolo Rosa

Abstract


Gli ambienti sensibili, sperimentati da Studio Azzurro in ambito artistico dal 1994, creano un dialogo aperto tra elementi fisici e dimensioni immateriali mediato dal dispositivo interattivo. Abbiamo potuto constatare come  queste opere potessero amplificarsi anche in senso didattico e ben adattarsi ai percorsi tematici dei musei.

Il concetto d’ambiente sensibile, prolungato nel progetto di museo, è inteso come luogo di relazione tra componente virtuale e presenza fisica. E’ un habitat narrativo, dove la persona viene chiamata a un ruolo attivo e in cui si predilige una fruizione collettiva in modo che il racconto proceda per effetto di più decisioni e che accanto alla relazione uomo tecnologia rimanga, fortissima, anche quella tra uomo e uomo. I dispositivi interattivi sono interfacce naturali, che reagiscono senza l’uso di protesi tecnologiche, ma attraverso modalità comunicative tradizionali - il tatto, la voce, un gesto, etc.- così da creare una condizione di maggiore naturalezza. Il museo diviene sempre più un luogo dinamico non solamente destinato alla raccolta e all’esposizione, che segna il passaggio da un’idea di museo di collezione a quella di museo di narrazione.

[Il saggio è tratto dal libro Musei di Narrazione, edito da Silvana Editoriale nel 2011]


Parole chiave


Musei di narrazione; ambienti sensibili; patrimoni immateriali sensibili; tecnologie interattive; interfacce naturali;

Full Text

PDF (Italiano)


DOI: 10.6092/issn.1828-5961/2578

Copyright (c) 2011 Paolo Rosa

Creative Commons License
Quest'opera è rilasciata con una licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 3.0 Unported.

Licenza Creative Commons

ISSN 1828-5961
Registrazione presso il Tribunale di Bologna n. 7896 del 30 ottobre 2008

La rivista è ospitata e mantenuta da ABIS-AlmaDL [privacy]